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Quanto ti spaventa non avere risposte?


Viviamo in una società che esalta chi sa già tutto, chi prende decisioni rapidamente, chi ha sempre un’opinione pronta. L’assenza di risposte viene spesso percepita come una mancanza, un difetto da colmare subito.

Eppure, i momenti in cui le risposte mancano sono tra i più delicati — e fertili — della nostra vita. È proprio nel vuoto che si apre la possibilità di una trasformazione autentica.
Non avere risposte fa paura perché ci priva di punti di riferimento. Non sappiamo come muoverci, quale strada prendere, come definirci. Il terreno sotto i piedi diventa instabile.
Di fronte a questo disagio, spesso ci affrettiamo a riempire il vuoto:
  • prendendo decisioni impulsive,
  • fissando obiettivi qualsiasi,
  • cercando consigli dall’esterno,
  • aggrappandoci a spiegazioni che “almeno ci calmano”.
Ma questa non è vera chiarezza. È solo un sollievo temporaneo.
Quando le risposte arrivano troppo presto
A volte le risposte che ci diamo non nascono da un sentire autentico, ma dalla fretta di liberarci dal disagio. Le risposte affrettate chiudono domande che non sono ancora mature e, così facendo, quelle domande ritornano sotto altre forme: insoddisfazione, stanchezza, confusione.
Il valore di restare
Nel coaching non si tratta di fornire soluzioni immediate, ma di creare uno spazio sicuro in cui restare senza risposte, senza giudizio. È in quello spazio che accadono i cambiamenti più profondi:
  • emergono domande più autentiche,
  • cadono le risposte automatiche,
  • si fa spazio a ciò che prima non era ascoltato.
Non avere risposte non è un fallimento. Spesso è solo un passaggio necessario.
Dimmi. 
Quanto ti spaventa non avere risposte?


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